I più antichi documenti ritrovati all’archivio di Torino attestano la presenza della famiglia Mazzoni a Cavaglio d’Agogna già dal XIV secolo. Nel centro storico, dove tuttora è situata la cantina, nell’ anno 1502 Magister Matteo Mazzoni affittava una casa murata con cantina e bottega. Nel 1615 nella sacrestia della Cattedrale di Novara il Canonico Francesco Dulzio, delegato del vescovo, consegnò ad una delegazione di cavagliesi, tra cui Antonio Mazzoni, sindaco e procuratore deputato, le sacre reliquie dei Santi Martiri Antonio e Placida.
Negli anni del primo dopo guerra (1940/1945) piano piano il lavoro nelle campagne della parte collinare del Novarese cominciò un lento ma inesorabile abbandono per una più remunerativa vita nelle fabbriche, alla morte del nonno Francesco che con il cavallo ed il carro portava il suo vino e quello di alcuni mediatori locali su nelle valli dell’ Valsesia e dell’ Ossola la piccola azienda familiare viene divisa tra i figli i quali non avendo più un reddito sufficiente vinificano solo il vino per il proprio fabbisogno e per alcuni clienti della zona, il resto delle uve viene conferito alla cantina sociale per alcuni decenni, per poi smettere completamente negli anni 80.
Nel 1999 Tiziano Mazzoni e la moglie Rita riprendono dopo un salto generazionale l’attività contadina di famiglia acquistando dei vigneti a Ghemme, reimpiantando un vigneto di Vespolina del suocero Giuliano estirpato solo tre anni prima.
Poi Tiziano e il figlio Gilles coronando un sogno mettono a dimora barbatelle di Nebbiolo nei terreni storici di famiglia. Oggi questi sforzi sono stati premiati: la piccola cantina del nonno e di papà Natalino non basta più, bisogna guardare al futuro, sicuri che ci sarà continuità.